Ieri sera, o meglio ieri notte, ho avuto l’occasione di vedere il Chiambretti Night, con ospite Josè Mourinho, allenatore dell’Inter. Piccola parentesi. È un’ottima trasmissione televisiva che, purtroppo, va in onda in seconda serata su Italia 1; per Mediaset ormai è abitudine consolidata mettere in onda le cose interessanti in orari assurdi, quando nessuno le può vedere. Chiusa parentesi.
Scopo dell’ospitata in casa Mediaset era quello di “mettere a nudo” il personaggio sportivo del momento, quello che riempie sempre le pagine dei giornali con le sue dichiarazioni e polemiche riguardo il mondo del pallone. L’intervista è stata divertente, ha spaziato un po’ dappertutto, dal calcio alla vita privata dell’allenatore, dalle vittorie nella sua carriera alle sconfitte recenti e passate, da temi d’attualità a banali pettegolezzi.
Mourinho ha mostrato come sempre di essere schietto e diretto, non dicendo mai cose scontate o frasi di circostanza, mantenendo sempre un tono pacato e mai offensivo. Non è mai andato in difficoltà, nemmeno su temi scottanti come l’eliminazione dalla Champions, i presunti favori arbitrali all’Inter, il flop di Quaresma, giocatore da lui fortemente voluto. Anche il parallelo con Mancini non lo ha impensierito più di tanto. Impressionante anche il fatto che Mourinho non si sia scomposto di fronte a quel balletto mozzafiato con la splendida modella semi-nuda che “cadeva” ai suoi piedi: una cosa solo da Special One…
É stato bello il passaggio in cui il giornalista Crudeli (milanista DOC) ha provato a ricordare i presunti rigori negati al Milan nell’ultimo derby: Mou non è caduto nella trappola e ha risposto sottolineando che anche il Milan non dovrebbe lamentarsi dei torti arbitrali, vedi ad esempio la mancata espulsione di Ambrosini, e che se si iniziano a ricordare episodi sfavorevoli non è più finita.
Altra battuta notevole è stata quella in risposta alla domanda di Chiambretti a proposito di un ulteriore fallimento europeo nella prossima stagione: Mou ha risposto per le rime ricordando lo scarso successo ottenuto dal film del comico torinese, mettendo in risalto che non serve abbattersi per una sconfitta. Il pezzo forte sono però le sue espressioni del viso, il tono di voce e la cadenza che utilizza, che non si riescono a trasmettere con le parole di questo post.
Nel complesso sono state un paio d’ore piacevoli, che hanno fatto apparire Mourinho come è veramente, uomo serio, responsabile e grande professionista, non come l’arrogante antipatico descritto dalla stampa sportiva. Per finire, concludo con una frase detta dal portoghese che entrerà nella storia: “Neanche Gesù piaceva a tutti, figurati io”.

