Finalmente, dopo un paio di mesi di attesa, sono riuscito ad installare il nuovo rilascio del verde camaleonte tedesco, destinazione l’ HP, il fisso armato con AMD e ATI.
L’installazione dal DVD è una procedura piuttosto semplice: ti vengono chieste le solite cose, come lingua, layout tastiera, fuso orario, utenti, desktop environment… Una nota negativa nell’installer riguarda il partizionamento personalizzato, che propone un’interfaccia tutt’altro che immediata e intuitiva. Cosa molto gradita invece è la possibilità di selezionare, già durante la fase di installazione, il software desiderato: dalla schermata di riepilogo, cliccando sulla voce “Software” si può accedere ad un elenco di voci che raggruppano i vari programmi: sviluppo di base, sviluppo nei vari linguaggi (Java, C/C++, Ruby, Python, Perl…), grafica, server vari (LAMP, FTP, Samba, DNS, DHCP, …) ufficio, amministrazione di rete, ecc.
Una volta data la conferma delle proprie scelte, l’installazione dura una ventina di minuti, tenendo presente che ho selezionato quasi tutto il parco software del DVD.
Al primo vero boot (ormai non mi sorprende più la velocità di avvio) e dopo il login, appare una schermata verde, pulita, con poche icone essenziali.
Il pannello in basso propone un menù che non è proprio il massimo della vita: le voci presenti riguardano le applicazioni preferite e pochi altri collegamenti ai vari centri di controllo, quindi se volessi sfogliare tutte le applicazioni ti devi lanciare una nuova finestra, il “browser delle applicazioni”.
Le novità introdotte sono parecchie, 200 secondo le note di rilascio: kernel 2.6.25.5, nuova dimensione degli i-node in ext3, nuovo tipo di compressione degli rpm, Gnome 2.22.1, Firefox 3.0, OpenOffice 2.4, Gimp 2.4.5 e tutte le versioni più recenti dei vari applicativi; in Compiz, dopo il cubo, compare anche la sfera… chissà dove arriveranno per stupire gli utenti della concorrenza!
Sorprendente anche il fatto di trovare già la stampante (una vecchia HP, guarda caso) correttamente configurata e funzionante, senza doverla aggiungere selezionando modello e driver dal database.
Raffinati e completi anche i tool grafici per configurare i vari server, tutti raggiungibili tramite Yast: Apache, Samba e FTP si possono mettere in funzione con pochi clic, evitando agli utenti meno esperti di editare i soliti file .conf in qualche sottodirectory di /etc.
Ma ci sono anche delle magagne: eccone un paio.
Essendomi dimenticato di specificare il mount point delle altre partizioni durante l’installazione, nello specifico la partizione dei dati condivisi con XP, ho dovuto dilettarmi nell’editare da terminale fstab: nonostante abbia fatto tutto a regola d’arte, come aveva già mi era toccato in passato sulla Debian e su Ubuntu, continua a impedirmi la scrittura sulle directory ed io continuo a non capire il perché, visto che ho tutti i permessi necessari.
Un’altra cosa che mi sta facendo impazzire è la configurazione della rete domestica: metto l’IP statico, la maschera di rete, la WEP e non si connette. Ah, quasi dimenticavo: mi riconosce la scheda di rete wireless (un’HP Atheros tutta particolare), cosa che non succedeva nella 10.3 e in Ubuntu 7.10.
Un’altra curiosità: il dizionario di OpenOffice conosce la parola Debian, ma non Ubuntu. Una semplice dimenticanza o un dispetto alla diretta concorrente?
Tirando le somme, posso affermare che la nuova distro di casa Novell, è promossa a pieni voti. L’hardware risponde bene, forse eccede ancora in inutili fronzoli, rendendo un po’ laboriose certe operazioni che a mio avviso dovrebbero essere snellite. Forse è la mia abitudine a SO scarni e immediati come i Debian-based che mi fa notare questo, ma sono convinto che questa OpenSuSE sia l’ideale per chi vuole migrare per avvicinarsi al mondo del pinguino.

