OpenSolaris 2008.5: prime impressioni

Premetto che i sistemi operativi Solaris sono da tempo un mio cruccio, per questo appena ho saputo del nuovo rilascio non ho perso l’occasione per provarlo.

L’idea iniziale era quella di virtualizzarlo, ma poi ho visto che il mio pc non ne vuol sapere di accontentarmi, né il portatile (preso per il collo) né l’HP (XP non digerisce VirtualBox) quindi sono ricorso alla live. Infatti, questa distribuzione (ex Project Indiana) destinata ai normali pc x86 (non SPARC), è disponibile come live cd con la possibilità dell’installazione.

Al boot compare la schermata di Grub con le varie opzioni e dopo aver scelto il layout della tastiera e la lingua per il desktop ti si presenta davanti Gnome 2.20.2 con uno sfondo blu dal retrogusto di universo e galassie sperdute.

La dotazione di software è quella tipica dell’ambiente Gnome, quindi si trovano Firefox (2.0.0.14), Evolution, Thunderbird, Pidgin nella sezione internet, Gimp (2.4.1) nella grafica, Totem e Rhythmbox in audio e video e i soliti accessori (calcolatrice, terminale, dizionario, …). Quello che manca è una suite per l’ufficio, cosa strana considerando che stiamo parlando di un prodotto Sun.

Carino anche il tema usato di default, con una barra di scorrimento nelle finestre tondeggiante e smussata alle estremità (non il solito “rettangolo bislungo”) e i pulsanti di colori diversi.

Esplorazione fileystem con Nautilus

Per rendere più accattivante il desktop c’è Compiz e anche gDesklets, e per chi avesse la scheda grafica nVidia può disporre di un tool per l’installazione dell’apposito driver.

Per la gestione del software c’è il Package Manager, un’applicazione che ricorda molto Synaptic per estetica, organizzazione e funzionalità.

Ma il pezzo forte di questo SO è il kernel SunOS 5.11, alternativa open al noto Solaris, e il filesystem ZFS, con le sue funzioni avanzate per la fault tolerance e la possibilità di memorizzare diverse versioni dello stesso file.

Tirando le somme posso dire che OpenSolaris 2008.5 ha le carte in regola per farsi strada nello sterminato mondo delle distribuzioni open, col ruolo di compagno/rivale di Linux. Un punto a sfavore, pesante secondo il mio punto di vista, è dato dai requisiti di sistema: almeno 512MB di Ram e una partizione consigliata di 10GB.

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